In questa pagina sono disponibili recensioni raccolte da giornali e da internet e commenti inviati alla nostra posta elettronica. La storia e l'attività dei CCFM raccontate con le parole di chi ha seguito i nostri concerti e la nostra attività discografica...

 

  • «Il jazz rock secondo il CCFM.   Se avete la camera esposta al sole fate una prova: chiudete la persiana, fate penombra e osservate la strana sospensione del pulviscolo appena illuminato dal sole. E' l'effetto Tindall: un gioco di luci, ombre e sospensioni che anima il disco del Circolo Culturale Federico Magnani (CCFM). Una nuova band romana, un settetto dedito ad un particolare jazz-rock, decisamente "borderline", ai confini con il rock progressivo inglese (Gentle Giant, King Crimson), il Canterbury Sound e il jam-rock dei migliori Traffic. I sette si ispirano al sound di Soft Machine, Nucles e del nostro Perigeo, come evidente dall'opener "Giugno", non priva di sofisticate evoluzioni ritmiche. Il marchio di fabbrica del gruppo è però una certa morbidezza di suoni, privi di asperità e spigoli, anche grazie al saggio amalgama di piano elettrico, sax e clarinetto, come testimoniato da "Evoluzione/Degenerazione", in cui CCFM sviluppa con abilità un tema suadente e malinconico. L'incalzante "Troppo lontano" evidenza l'insieme e l'energia di certi impasti strumentali. L'evoluzione jazz fusion ha condotto i musicisti a competere sull'aspetto tecnico, sul virtuosismo: il CCFM va in tutt'altra direzione, accennando temini popolareschi in "Zolar Chiapp" (un pezzo ricco di groove), rilassandosi e comunicando, come accade nella tenue title-track, un brano di gran classe. Si cambia atteggiamento in "Aria antica": un recitato in portoghese in apertura dà la stura ad un pezzo ricco di sfumature sottili, accelerazioni jazz e una melodia evocativa, degna del miglior Perigeo. E' qui che il CCFM va avanti, spingendo verso una forma di composizione più moderna, non legata al passato. "Effetto Tindall" è un piacevole disco: solo sei pezzi ma la band non ha lasciato nulla di incompiuto. Da segnalare anche la pulizia del suono e la professionalità della registrazione: spesso il jazz-rock anni '70 si presenta con suoni pastosi e indistinti, qui abbiamo un approccio più attento e questo non può che giovare alla band. CCFM si conferma degno erede dei grandi nomi del jazz rock italiano come Perigeo, Area, Napoli Centrale e Baricentro». Donato Zoppo, MOVIMENTIprog, luglio 2005, http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=1594

 

  • «[…]This is a new, young Italian septet of clarinet, tenor and soprano sax, piano, electric guitar, electric bass and drums. While definitely a jazz/rock band, this is not a firey disc; dont' come here looking for Mahavishnu fireworks, because that isn't what this is about. This is written music with room for nice, creative solos. You might hear echoes of the mellower parts of The Muffins' Manna/Mirage, Arti E Mestieri's Tilt, Perigeo, etc. Ken also mentioned that at times he heard a vibe like the proto-jam band sound of Traffic circa "Low Spark" and I agree with that. This is a very fine, jazzy fusion album and is a pretty impressive debut.» Cuneiform Records, Febbraio 2005, http://www.waysidemusic.com
  • «[...]Prima sorpresa: un encomiabile senso della misura. Contrariamente alle aspettative, i ragazzi non sembrano tanto stupidi da calcare troppo la mano sul purgatorio Keith Tippett, Brand X, Centipede, Weather Report, Al Di Meola. Hanno masticato il Canterbury sound e consumato dischi come Heavy Weather, Procession, poi anche In the court of the Crimson King e l'opera omnia dei Perigeo di Franco D'andrea, suppongo. Sanno tuttavia che l'abuso di cambi di tempo nella ritmica, l'utilizzo di tempi dispari, sovrastrutturazioni, arrangiamenti ridondanti, toni epici/celebrativi non è che faccia la felicità di un ascoltatore schizoide del 21° secolo.[...] Il risultato è che Effetto Tindall non sarà un disco con grossi picchi che spaccano, ma di sicuro neanche un'operina che passa inosservata tra tanta mediocrità [...]. Non è freddo, passivamente scopiazzato, catacombale. Vive invece di accordi spaziosi di piano elettrico [...], sottili virate su tempi funky, qualche assolo di sax di stampo coltraniano, specialmente in una title-track dalle derive free che qualche brivido nelle pudenda lo elargisce senza tanti complimenti. Si regge su un linguaggio musicale che non disdegna sguardi curiosi alla canzone popolare del bacino mediterraneo (l'iniziale Giugno, 2' e 48” freschi e luminosi, poi la già citata Aria antica). Sguardi non scontati, tanto da elevare la valutazione complessiva del disco. Più jazz che rock (vivaddio!), con l'elemento fusion, i retaggi easy, il pacco vuoto da supermercato tenuti prudentemente al guinzaglio.» J.R.D., BlackMailMag, Gennaio 2005,   http://www.blackmailmag.com/ccfm_effetto_tindall.htm
  • « I "CCFM" infiammano rEstate rock : Avellino -La penultima serata di "rEstate rock" ha visto salire sul palco due complessi che hanno reso particolarmente esclusivo e magico questo usuale appuntamento musicale, vedendo come protagonisti i C.C.F.M. (Circolo Culturale Federico Magnani) e i Macondo. È stata una vera novità proposta al popolo avellinese che ha promosso largamente la serata con un'affluenza di persona sino ad ora mai vista. Terminato il sound-check più tardi del previsto, i CCFM hanno iniziato a proporre brani di sola musica, eccetto i pezzi recitati intitolati Terra e Aria Antica (poesia in portoghese scritta dal tastierista Lorenzo Gentile per dedicarla alla nonna) recitate entrambe da Federico Feliciani e messe in musica da Alessandro Giuliani, clarinetto, Michele Leiss di Leimburg, sassofono, Giuseppe Pittalis e Antonio Veredice, basso, tutti di provenienza romana, escluso il batterista Umberto Spiniello che porta la presenza di Avellino nelle svariate manifestazioni (XXVII° Jazz Festival, La festa della musica e MarteLive, tanto per citarne alcune) a cui hanno partecipato. Per di più hanno suonato con alcuni rinomati gruppi come gli Indaco, i Fleurs-du-mal e i Tinturia. I loro brani sono stati trasmessi in tutta Italia da alcune radio locali (e non) come Radio Città Futura, Radio Vaticana e Radio Popolare di Milano, oltre ad aver preso parte alla manifestazione contro l'abolizione dell'Articolo 18, organizzata all'Università di Roma "La Sapienza". Il prossimo appuntamento è stato fissato per il 27 agosto al Prata Jazz Festival, ma per seguirli più da vicino basta cliccare sul sito ufficiale www.ccfmweb.net . «Il nome del gruppo - spiega Federico Feliciani - è dedicato a Federico Magnani, un ragazzo formidabile, compagno di scuola di alcuni di noi, ma soprattutto amico ed estimatore, protagonista di difficili avventure. Ovviamente, "Circolo Culturale" è un modo per non prenderci sul serio». Si sono ispirati a cover della P.F.M., degli Area, dei King Crimson, dei Napoli Centrale e di Frank Zappa. Hanno prodotto un primo disco che non è in circolazione, intitolato Unità di miseria e l'attuale Effetto Tindall (in commercio a soli 5 euro). Il brano che dà il titolo all'album rievoca ricordi del chitarrista Giuseppe Pittalis: «D'estate, quando andavo in Sardegna dai miei nonni, vigeva l'obbligo del riposo post-pranzo. Nella stanza buia, senza alcuna intenzione di prendere sonno, fissavo il fascio di luce che filtrava attraverso le persiane e che illuminava la polvere in sospensione: ne rimanevo affascinato. È questo l'Effetto Tindall…». Il nuovo disco, interamente autoprodotto, ha già oltrepassato i confini italiani arrivando in Olanda e persino a Tokio.» OTTOPAGINE, Quotidiano dell'Irpinia a diffusione regionale, giovedì 22 luglio 2004.
  • «[…] the sphere on the album is best described by thinking of a smoky jazzcafé, in which a couple musicians who make a good team play their music. Sometimes there is room for soloing, in which the clarinet-play introduces a classical element in the music, somewhat comparable with Michael Nyman. This element contrast well with the more jazzy saxophone, the piano and the funky bass. The binding factor are the strummed sounds of the guitar, which reminded me a bit of the French group Noetra (who also added classical elements). The spoken voice on Antica reminded me of City Reading from the French band Air, on which they accompany a famous Italian author who reads parts of his novel. » René Yedema, “io Pages”, rivista musicale olandese a diffusione nazionale, luglio 2004.
  • «Parliamo di un nuovo lavoro equilibrato ed interessante, un esordio, quindi ancora più intrigante in prospettiva […]. I protagonisti sono dei giovani musicisti di Roma, autori di un Jazz-rock con qualche riferimento Canterburiano […]. Fresco e frizzante alterna parti composte ad altre più tipicamente improvvisate e canoniche […]. Una bella scoperta, un chiaro esempio di come il sottobosco musicale italiano è ancora vivo e pulsante […]. Effetto-Tindall è un disco che sicuramente non deluderà le vostre aspettative.» Dalla recensione di Marcello Marinone sul sito www.agarthaprog.com (15/04/2004);
  • «[…] spero vi faccia piacere che il vostro CD sia in vendita in uno dei più significativi negozi specializzati di Tokyo! » Raoul Caprio, Milano (03/03/2004);
  • «Mi sembra interessante, c'è un bel lavoro d'insieme, carino l'assolo di piano sul terzo pezzo (un'armonia un po' Jarrettiana...) complimenti al   sassofonista per la sua voce.» Dino Massa (15/02/2004);
  • « CCFM jazz-rock-progressive-fusion in un unico piatto per questa big band di 7 elementi, in equilibrio tra la creatività della composizione scritta e la libertà dell'improvvisazione. » Presentazione alla manifestazione FUORISCENA / MUSICA IN CITY (sabato 06/01/04) dal sito www.gocard.org ;
  • «IDEE BUONE, un saluto a tutti e auguri» Christian Meyer , Elio e le Storie Tese (26/11/2003);
  • «Grazie per il CD che avete mandato in radio. Mi è piaciuto molto e sicuramente lo trasmetterò.» Matthias. Radio Popolare di Milano (19/10/2003);
  • «Pur trattandosi di musica ispirata a tempi andati, rimane eseguita molto bene e originale nell'impasto dei vari ingredienti principali, rock progressivo e jazz, che lo rende godibile e fluido». Luciano Trevisan, Alma Music (7/10/2003);
  • «Mi sembra un buon lavoro. Ben suonato. Molto interessante. Un bel miscuglio di sensazioni e suggestioni diverse!» Giampiero Bigazzi, Materiali Sonori (6/10/2003);
  • «Indubbiamente ben suonato e ben registrato.» Fosbury Records (30/09/2003);
  • «Non c'è dubbio che la musica che fate sia molto bella e che siate anche tutti molto (davvero molto) bravi a suonare.» Mauro, Ouzel Records (20/09/2003);

 

  • «OK here is a disc that isn't going to stop the world from spinning on it's axis or change the course of music. Getting that out of they way I can't express how much I enjoyed this disc. It was hyped as being in the vein of Deus Ex Machina and nothing could be further from the truth. CCFM are a young Italian seven piece jazz rock ensemble creating intelligent music that really soaked into my skull. A bit laid back - but with an undercurrent of intensity - the sound revolves around the interplay between clarinet, sax and guitar. The long piece "Aria Antica" reminded me of a long jam from Traffic circa "Low Spark" - Michele Leiss' sax echoing Chris Woods. Other reference points I heard along the way include Perigeo, Secret Oyster, Area and Finnforest. These guys are off to a fine start.» THE LASER'S EDGE: progressive sounds from around the world. http://www.lasercd.com/Templates/frmTemplateE.asp?SubFolderID=56&SearchYN=N

 

  • « I certainly like it! I am a prog fan and a jazz fan but I always preferred nice combinations of both, for instance several typical 'Canterbury scene' music. And that's what I hear in your music: like for instance National Health's music the compositions are thouroughly thoughtful, but they are played with joy and a certain lightness. And always rhythmically interesting. The playing is almost always very good: the drummer for instance is subtle and precise, the arrangements are colourful throughout. […] Most of the time the sax- and clarinet playing is wonderful. » Herman Beunk, Enschede, The Netherlands

 

  • « Ho acquistato il suddetto album già da qualche mese...e devo dire che l'ascolto prolungato non ha per niente intaccato la freschezza della vostra musica. Stranamente poi sto apprezzando quello che di solito fuggo, ovvero i suoni puliti. La traccia che preferisco è sicuramente evoluzione/degenerazione, oltre a giugno. il tema introduttivo al clarino mi fa star male...bellissimo e sognante. Trovo il vostro lavoro un bel legame tra le cose jazzrock italiche anni 70 (perigeo, arti e mestieri su tutti) e tra un'onesta musica "colta" di oggi. »   Paolo Botta.