Davvero non c'è bisogno di lasciare qualcosa alla memoria del mondo a venire per poter dire di aver ben speso le poche ore in cui se ne è calpestato il suolo? Lamento di un uomo che avrebbe voluto saper vivere, nel bene o nel male, ma altro non ha fatto che ingoiare aria.
Sarei potuto nascere pioggia:
sottile e fitta.
Quasi impercettibile
E ricoprire tutto di un delicato velo,
piacevole, fresco, come pregiata seta;
o tempesta, furiosa e forte,
e distruggere e impregnare ogni cosa.
Sarei potuto nascere pioggia:
pioggia d'oro: divina e feconda.
Terra, invece,
grani di polvere, vittima
di altre piogge e altre mani,
decise, indifferenti mani
e saliva degli eventi.
Non sono io ad uccidere,
non sono io a salvare.
Federico Feliciani, febbraio 2002
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