TEDIUM VITAE

Versi rivolti alla funzione catartica e placante dell'Esibizione. Per quanto possa assumere le forme eccelse dell'arte, spesso non riesce a motivare il cambiamento ma intorpidisce e si compiace. La riflessione già lucida, complice e sofferta di un remoto autore: uno scambio in cui tutti hanno solo da perdere.

 

Corro su trampoli, salto e canto e
scherzo coi bimbi: è questo il mio pane.
In ogni piazza ove il sole rimane,
il mio dono è un sorriso in cambio di un pianto.

Vivo in strada, artista, stregone e
giullare a corte del re che mi vuole.
Incanto le donne che dormono sole,
ingannare la gente è la mia professione.

A tutti quelli che voglion sperare
vendo la gioia per dimenticare.

 

Federico Feliciani, 1998