GERICO

Il paradosso matematico e l'episodio biblico fusi assieme. Non esiste un sistema di riferimento universalmente e incessantemente valido e né religione né scienza possono assicurarci verità e garantirci dal nulla dell'ignoto. Secoli di prevaricazione più o meno reciproca non hanno mai lasciato spazio all'Uomo.

 

Dopo ciò, il Signore parlò al Re di Gerico: «Tu cadrai con tutta la tua gente sotto la mano di Javhé entro i sette giorni a venire. La furia dei figli di Israele sarà tremenda e inaspettata».

Riavutosi, così il Re parlò al suo cuore in preda all'angoscia:

- Mai la città potrà cadere il settimo giorno poiché, giunto a metà della notte del sesto giorno, non avrei più ragione di ritenere inatteso l'assalto di Israele.

Allo stesso modo prese ad escludere tutti i restanti sei giorni, uno ad uno, finché non più fu possibile contarne. Così allora parlò al suo cuore colmo di superbia:

- Giammai una visione potrà farmi credere Gerico distrutta!

Ma il terzo giorno caddero le mura della città al suono di sette corni e al terribile grido di guerra. E gli eletti dal Signore irruppero nella città, incendiarono tutte le case, passarono a fil di spada tutti gli abitanti: uomini e donne, giovani e vecchi, perfino i buoi e gli asini.

Tutto l'argento e l'oro, tutti gli oggetti di bronzo e di ferro, consacrati al Signore, furono portati al Tesoro del Signore.

 

Federico Feliciani, estate 1998