ARIA ANTICA

Dai verdissimi paesaggi del nord del Portogallo, ai più nostrani colli del viterbese. "Aria antica" descrive un momento di nostalgia per un'infanzia perduta, dove il fantasma del bambino appare al suo alter ego ormai uomo. La scena si consuma in una campagna non lontana da Viterbo dove il bambino è cresciuto e dove ritornerà da adulto.Una poesia scritta in Portogallo, alla Fernando Pessoa, ma piena di ricordi della vecchia casetta di legno in mezzo ai monti Cimini. La poesia è poi stata dedicata a nonna Anna, che ha riempito l'infanzia di quest'uomo, che, chissà da dove, continua a dargli la speranza di poterla ancora rivedere e riabbracciare.

 

Na escuridão desse campo antigo
Vejo uma luz, no fundo ao pé do poço.
É o fantasma da criança que eu fui,
Com os seus sonhos ainda em flor.
E eu estou ali, contemplando esta figura.
Mas ela ri-se, não pode entender.
Não pode compreender minha tristeza.
Em vez ela intui, mas disfarça:
"Deixa a mim a minha infância; é cedo.
Deixa-me rir, correr. Acreditar.
Esta é a Hora que p'ra ti irá voltar.
Haverá o dia em que eu virei.
Mas agora dorme: é muito cedo".
Não disse mais nada e foi-se embora.
A escuridão tornou-se mais intensa.
E um cão ladrou na noite do não-ser.

Nell'oscurità di questo campo antico
Vedo una luce, là in fondo accanto al pozzo.
È il fantasma del bambino che son stato,
Con i suoi sogni ancora in fiore.
E io sto lì, contemplando questa figura.
Ma ecco, ride. Non può capire.
Non può comprendere la mia tristezza.
Invece intuisce, ma dissimula:
"Lasciami la mia infanzia: è presto.
Lasciami ridere, correre. Credere.
Questa è l'Ora che per te tornerà.
Ci sarà il giorno in cui io verrò.
Adesso dormi: è molto presto".
Non disse più nulla e se ne andò via.
L'oscurità si fece ancora più intensa.
E un cane abbaiò nella notte del non essere.

Lorenzo Gentile, marzo 2001